Segue
 La cosa che mi colpisce di più entrando nel salone espositivo sono i bambini, silenziosi, attenti alle spiegazioni della guida, affascinati e affascinanti. Mi rammarico di non vedere questo in Italia. Ci sono almeno due scolaresche di una trentina di bambini, stanno osservando il famoso dipinto 'Paulo vestito da Pierrot', del 1925, in cui l'artista ha voluto rappresentare il figlio Paulo, nato dal primo matrimonio con la ballerina ucraina Olga Khokhlova.
Paulo fu un giovane uomo infelice, vissuto sotto la tirannia del padre, tanto che nel 1955 morì suicida.
Picasso dipinse molte altre differenti versioni di maschere e saltimbanchi, soprattutto dell'Arlecchino, ognuna caratterizzata da una sottile sensazione di fragilità e malinconia.
Mi guardo intorno e inizio il percorso: nelle prime tele esposte sono raffigurate delle finestre, come simbolo dei rapporti interpersonali (finestra come mezzo tra 'il dentro' e 'il fuori', lo spazio che intercorre tra noi e il mondo) e non a caso rappresentano l'artista e sostituiscono l'autoritratto. La finestra, così come la maschera di Arlecchino, è considerata una simbologia dell'artista.
In queste piccole tele dei primi del novecento già si intravede il genio, anche se il confine tra genio e follia è spesso labile.
Di Picasso sappiamo molte cose: era mancino, dislessico, infedele, dongiovanni, peniafobico, ha avuto due mogli e tre figli, oltre ad innumerevoli relazioni extra coniugali, ma sappiamo anche dai racconti della madre che: 'Sus primeras palabras fueron “piz, piz”, para pedir un lápiz.'
Cioè le sue prime parole furono per chiedere una matita, anche considerando che il padre era un professore di disegno, il quale, secondo i vari aneddoti, gli insegnò i rudimenti dell'arte e poi ad un certo punto si emozionò nel vedere il talento del figlio e lo lasciò libero nelle sue creazioni.
Pablo Ruiz y Picasso è nato a Malaga il 25 ottobre del 1881, ed è morto a Mougins, in Francia, l'8 aprile del 1973. Lascia innumerevoli dipinti, ma anche disegni, ceramiche, piccole sculture. Famoso nel mondo è il suo capolavoro Guernica, una tela di m 3,49 x 7,76 dipinto ad olio del 1937 fu considerato quasi un grido di dolore universale e si riferisce al bombardamento della città spagnola di Guernica che fu rasa al suolo dai bombardamenti nazisti. A questo proposito si racconta che quando l'ambasciatore tedesco vedendo il quadro di Guernica chiese a Picasso: "Avete fatto voi questo orrore, maestro?" lui rispose "No, è opera vostra."
Per molti anni un arazzo raffigurante 'Guernica' fu esposto nella sala del Consiglio di Sicurezza dell'ONU ma successivamente negli anni della guerra in Iraq fu coperto, quasi a voler dimenticare le atrocità che si sarebbero compiute.
Una caratteristica del dipinto è che andrebbe letto da destra a sinistra dato che era stato progettato per essere esposto vicino all'entrata del padiglione della Repubblica Spagnola all'Esposizione Universale di Parigi nel 1937.
Attualmente 'Guernica' si trova a Madrid, nel museo Reina Sofia.
Negli anni passati ho avuto l'opportunità di visitare la sua casa di Malaga, la sua città natale, e il famoso museo Picasso, voluto da alcuni suoi eredi che hanno donato alla città circa 200 opere, qui esposte.
A Malaga ho potuto ammirare alcuni suoi dipinti del periodo blu, tutti molto suggestivi, di grande atmosfera. Sì perché si è soliti suddividere le opere di Picasso in vari periodi: il periodo blu, il periodo rosa, il periodo africano, quello cubista, ecc. Successivamente l'artista tornò al classicismo e, negli ultimi anni della sua vita, miscelò i vari stili per crearne uno riconoscibile a prima vista, e immortale: il suo. C'è da dire che molti quadri di Picasso sono presenti in quasi tutti i più importanti musei del mondo, sia per la vastità della sua produzione, sia per il riconoscimento che la sua opera ebbe quando ancora era in vita. Il suo quadro dal titolo 'Le rêve'( Il sogno)' olio su tela del 1932, fu venduto nel marzo 2013 per 155 milioni di dollari da Steve Wynn a Steven Cohen. Questo quadro è considerato il secondo più costoso al mondo, dopo il famoso ' I giocatori di carte' di Paul Cèzanne.
Interessante sapere che la nipote, Marina Picasso, figlia di Paulo, decise di vendere non solo molte tele del nonno, ma anche la villa 'La Californie' a Cannes, dove l'artista aveva vissuto con la sua ultima compagna Jacqueline Roque, e per primo, il dipinto dal titolo 'La Famiglia” quasi ad esorcizzare i ricordi perché, come ebbe modo di dire : 'Mio nonno ha ucciso mio fratello.'
Che cosa le ha fatto pronunciare queste parole' e cosa dicono di lui alcuni personaggi importanti che lo hanno conosciuto bene?
Ve lo dirò alla prossima puntata, se vorrete leggermi ancora qui, su destinazionearte.


   Ada Pianesi Villa

Articolo pubblicato il 18 marzo 2016

 

Curriculum vitae e collegamenti a tutti gli articoli di Ada Pianesi Villa ospitati nel Sito.

 

Torna alla Home page.