CopertinaSiamo oramai abituati a considerare come normale il controllo dei contenuti che scambiamo - anzi un tributo necessario alla sicurezza - e non ci rendiamo conto di quanto materiale personale, intimo volontariamente diamo in pasto alla nuova oligarchia economica esperta nell’esercizio del potere digitale; un potere sulle nostre identità digitali mondializzato e totalizzante che istituisce forme di sudditanza inedite, radicali.

Un potere che accumula un’enormità di informazioni su ogni essere che abita il pianeta e che interconnesso scambia contenuti digitali. E per la maggior parte privo delle conoscenze basilari per comprendere appieno le insidie; i poteri tentacolari che la rete nasconde fra le sue maglie. Anzi l’adattamento attivo ed entusiastico cresce sensibilmente senza distinzione di età o condizione sociale senza suscitare alcun allarme. La vita sociale ormai è instradata da pratiche ambientali e circostanze obbligatorie che accrescono il dominio virtuale e le nostre dissociazioni.

Il libro si propone quindi un’analisi sociologica che permette di comprendere, di prendere coscienza che siamo dei colonizzati, d’altronde la colonizzazione delle anime, ideologica, economica o per ragioni strategiche accompagna la storia europea. Oggi la colonizzazione dell’immaginario di qualcuno, dunque, significa intervenire sui processi della sua immaginazione al fine di renderli compatibili con quelli che caratterizzano l’immaginario istituito del soggetto colonizzatore.

Le leve di attrazione sono potenti: l’alienazione del desiderio, la disseminazione di dispositivi informatici attrattori negli ambienti urbani, lavorativi, commerciali o di svago (Sensori e telecamere, casse automatiche e carte plastificate con microchip di ogni sorta, localizzatori, badge…), la pubblicità diretta e indiretta anche quella fittizia dell’amico, compagno di scuola, collega di lavoro che ti chiede l’account social per entrare in connessione con lui / lei, tanto è tutto gratis e hai un mondo “altro” nelle tue mani

Alcune aziende che quindici anni fa non esistevano, come Google e Facebook, oggi costituiscono la nuova e potente oligarchia planetaria del capitalismo digitale. Internet ne rappresenta l’intelaiatura, e i suoi utenti, vale a dire circa tre miliardi di persone, la forza lavoro utilizzata. Le nuove tecnologie digitali fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, le portiamo addosso e controllano tutti gli ambienti della vita sociale, dai luoghi di lavoro ai templi del consumo. Questo libro propone una riflessione sui dispositivi attraverso i quali questa oligarchia e queste tecnologie catturano e colonizzano il nostro immaginario a fini di profitto economico e di controllo sociale. E mette in luce il risvolto di tutto ciò, ovvero l’emergere di una nuova e impercepita sudditanza di quel popolo virtuale che, riversando ingenuamente messaggi, fotografie, selfie, ansie e desideri su piattaforme e social-network, contribuisce con le sue stesse pratiche a rafforzare il dominio del nuovo impero. Non conosciamo ancora le conseguenze sui tempi lunghi di questo ulteriore passaggio del modo di produzione capitalistico. Chiara invece appare la necessità di immaginare pratiche di decolonizzazione personale e collettiva per istituire nei luoghi ordinari della vita varchi di liberazione.

Notizie sull'autore 

Renato Curcio, attualmente Direttore editoriale di SENSIBILI ALLE FOGLIE, svolge lavoro di ricerca socioanalitica e sugli stati modificati di coscienza e cura le attività promozionali della Cooperativa; ha pubblicato numerosi titoli, tra i quali ricordiamo qui: L'azienda totale, Il dominio flessibile, Razzismo e indifferenza, Sensibili alle foglie, 2010; con M. Prette e N. Valentino, La socioanalisi narrativa, Sensibili alle foglie, 2012; Mal di lavoro, Sensibili alle foglie, 2013 

 

   Scheda a cura di Giovanni Dursi

Contributo pubblicato il 14 marzo 2016.

Torna alla Home page.