Il segno dei sei, silenzio, anima, colore a cura di Massimo Pasqualone.

   Verrà inaugurata domenica 14 giugno alle 18, presso la Fortezza di Civitella del Tronto la mostra Il segno dei sei, silenzio, anima, colore, a cura di Massimo Pasqualone, che resterà aperta fino al 27 giugno.  All'inaugurazione interverranno l'assessore alla Cultura Riccardo De Dominicis e il curatore della Mostra Massimo Pasqualone, che ha scelto per illustrare il tema gli scultori Luigi D'Alimonte, Antonio Natale Di Maria, Antonio Di Campli ed i pittori Roberto Di Giampaolo, Lucio Monaco e Pasquale Lucchitti.


Nel testo critico elaborato per l'evento, Massimo Pasqualone scrive:

Sei artisti, tre pittori e tre scultori, espongono insieme nella splendida cornice della “Fortezza” di Civitella del Tronto. Tecniche, materiali, ma anche poetiche artistiche diverse si intersecano in questo singolare connubio artistico. Il filo conduttore che accomuna i sei protagonisti della mostra è la capacità di trasmettere profonde emozioni con le loro opere. Emozioni che derivano dalla comune capacità di trasferire sull’opera particolari suggestioni, che sono frutto di una ricerca volta a coniugare tecnica, vissuto e anima. Solo attraverso una sapiente miscela di questi elementi scaturisce un’opera d’arte capace di affascinare e coinvolgere il fruitore. L’eleganza delle forme nelle sculture e l’uso sapiente del colore nei quadri rappresentano solo il primo messaggio che si legge osservando le opere. Una lettura più attenta ci fa entrare in quella sfera emozionale, nella quale si muove l’artista, e che ci permette quasi di scorgerne la mano protesa a generare con amore la sua creatura, quasi accarezzandola con “sensuale” partecipazione. E allora non contano più lo scalpello, il pennello, la spatola, la pietra o la tela, conta l’opera viva che pulsa, respira e…. parla. Non si può che rimanere ad ascoltarla per farci raccontare questa meravigliosa favola che nasce dal cuore di chi ha un cuore: il cuore di Pasquale Lucchitti, artista figurativo, capace di descrivere con rara maestria le bellezze del mondo che lo circonda, attraverso un uso magistrale della luce che illumina le sue opere, ma che viene direttamente dal suo animo; ma anche il cuore di Lucio Monaco, che scompone e ricompone immagini tratte da manifesti, cartelloni pubblicitari, riviste e tanto altro in un mosaico, nel quale egli interviene con un segno deciso ed incisivo che fa da collante tra i vari frammenti, che prendono nuova vita e nuovi significati. E che dire del cuore di Luigi D’Alimonte, che con la sua straordinaria capacità di rendere “leggera“ la pietra, riesce a far fluttuare queste sinuose ed eleganti forme dense di significati simbolici, ma scevre di ogni inutile orpello? E grande è il cuore di Antonio Di Maria che avvolge le sue sculture di una magica atmosfera, alternando colpi decisi a morbide carezze, per realizzare opere che contengono preziosi mosaici fusi a morbide curve per una rappresentazione che supera il rappresentato. Nel cuore di Roberto Di Giampaolo c’è tanta emozione, frutto di un vissuto intenso, che lo porta ad immergersi nella materia e nel colore ed a riemergere con tutta la sua energia vitale, conferendo alle opere una magnetica forza cromatica. Il cuore di “bronzo” di Antonio Di Campli, al di là della materia utilizzata, è un cuore che si proietta con slancio verso spazi aperti, verso il futuro, senza dimenticare il passato e vivendo intensamente il presente. La sua grandezza è quella di approcciare la materia con geniale ironia, nella continua ricerca di se all’interno dell’opera. Il cuore è quindi il punto d’incontro di questi sei artisti seduti intorno al tavolo dell’arte per brindare ad un nuovo mondo che ne sappia ascoltare i battiti.

 

   Massimo Pasqualone

Articolo pubblicato il 12 giugno 2015.