Giancarlo Giuliani L'OMBRA DI N.

RadioDramma in 26 quadri. Presentazione di Sandro Naglia

TABULA FATI, 2015

   Giancarlo Giuliani colpisce ancora ! Dopo le impegnative e riuscite prove di poesia (ricordiamo, tra le ultime raccolte “Caos ipermetrico“) e del romanzo “Diospolis. Una storia del VI secolo a. C.“, in questi giorni nelle librerie il nuovo racconto “L’ombra di N.“.

Con quale termine si può indicare l’ultima opera di Giuliani ? Espressione della letteratura poliziesca ? Sembra, leggendo il racconto, riduttivo. Confacente pare descriverlo con una non «etichetta» specifica; in effetti, la narrazione di Giuliani abbraccia tutte le tipologie di questo genere letterario – spesso fra loro molto diverse: mystery, procedural, legal thriller, spy-story, hard-boiled ecc. – che nei paesi di lingua anglosassone viene denominato thriller, detective o crime novel, in quelli di lingua tedesca kriminalroman, francese noir o polar, spagnola novela negra.
Diventato di uso comune a partire dal 1929, anno in cui Lorenzo Montano e Luigi Rusca diedero vita, per Mondadori, alla collana «I Libri Gialli» il termine thriller riferito a “L’ombra di N.” non contiene tutto della narrazione; meglio designare questa creazione con ciò che appare, avvinti dalla trama, l’intento dell’autore: un social thriller con la non troppo amata Pescara attuale sullo sfondo.

Pagina dopo pagina si manifestano le verità ultime che sempre sfuggono, o forse, che si preferisce non scoprire, temendo di trovare in esse anche la propria. Giuliani costringe il lettore a una scelta decisiva: continuare a seguire le tracce, conducendo una vita di impulsi e razionale furbizia, emancipandosi da una vita destinata alla solitudine, oppure tentare finalmente un’autenticità limpida, faticosa, una coerenza negli affetti, una lealtà che tuttavia pare ormai di non poter recuperare votandosi ad un’idea d’umanità – proprio perché socialmente determinata – non edulcorata, mai pregna solo di buone intenzioni o di mercantile redenzione.

In contrapposizione al noir, quando le indagini raccontate portano all’individuazione e all’eventuale punizione del colpevole dei crimini narrati, l’intreccio lascia vedere altro, quell’altro che colora l’esistenza di ciascun protagonista del dramma esistenziale. Un cammino narrativo che conduce dal male al bene ed anche, viceversa, dal dolore del male all’accettazione della personalità sociale che codetermina gli Io.

 «Commissario, hanno ucciso una donna. Lo stesso taglio di Naldi, le stesse modalità. Un luogo appartato, sporco, in periferia, nei pressi della vecchia stazione». È così, nell’eco delle parole sgomente dell’ispettore Bonanni, che l’ombra di Marco Naldi, brillante professore di letteratura e serial killer, torna a materializzarsi. Ma le cose si complicano: al groviglio di pulsioni inconsce di Naldi, il suo emulatore unisce una determinazione spietata e calcolatrice e, via via, un crescente gusto di uccidere che si spiega solo in parte con l’ambizione e lo spirito di rivalsa.
Attraverso gli occhi del commissario Giorgi la narrazione si snoda intorno a vittime che non hanno alcun collegamento apparente fra di loro e a un male assoluto, simboleggiato dal bisturi usato ancora una volta come arma dei delitti. A rendere avvincente la lettura, uno stile magnetico che a sua volta, proprio come l’incisione di un bisturi (parola “titolo” del primo racconto della serie), allude con la sua forza e precisione millimetrica senza mai bisogno di descrivere, conducendo il lettore nei recessi più profondi della psiche dei protagonisti.

Notizie sull’autore - Giancarlo Giuliani, dal caos incomposto trascinato sulla terra alla fine di un cupo 1947, ha trovato le ali tra le antiche pietre di L’Aquila, nella solitudine delle montagne, dopo aver rifiutato il fascino indistinto del mare. Parole hanno trovato forma compiuta e sono state consegnate alla lettura: maschera e viandante incappucciato nei mondi della fotografia e della saggistica, tra squarci di poesia, riconosciuto da molti, ignoto a se stesso. Ora l’alchimia è compiuta, in attesa del prossimo caos, e il Liber Alchemicus dona una pausa al viandante perenne. Ma passano i giorni e l’immagine di un libro misterioso, smarrito da tempi lontani, si fa sempre più viva, finché anche il Libro perduto trova la sua forma. Giancarlo Giuliani, nato a Pescara, laureato in Lettere Classiche, ha insegnato Italiano e Latino nelle scuole superiori. Presente in varie antologie, ha pubblicato negli anni Ottanta un saggio di sociologia dell'immagine. Dopo un lungo silenzio, ha pubblicato alcune raccolte di versi: Ulisse non è mai partito (Roma, 2009); Liber Alchemicus (Pescara 2010); Libro Perduto (Pescara, 2011) e Capos ipermetrico (Chieti 2012). Nel 2012 ha pubblicato un radiodramma noir in 30 quadri, Bisturi (Pescara 2012). Nel 2013 esce il suo primo romanzo storico sulla figura di Pitagora giovane: Diospolis (Chieti 2013).

  

Bibliografia:

Dentro e oltre le parole (antologia/rapporto) Palermo 1980

Quotidiano indicibile (antologia/rapporto) Palermo 1980

Quale immagine? (note sul ruolo della fotografia nella società attuale) Pescara 1980

Ulisse non è mai partito (poesie) Roma 2008

La parola che ricostruisce (antologia) Pescara 2010

Liber alchemicus (poesie) Pescara 2010

Libro perduto (poesie) Pescara 2011

Bisturi (radiodramma in 30 quadri) Pescara 2011

Caos ipermetrico (poesie) Chieti 2012

Diospolis (una storia del VI secolo a.C.) Chieti 2013

L’0mbra di N. (radiodramma in 26 quadri)  Chieti 2014

 

Traduzioni:

Alano di Lilla, Quasi Liber, Roma 2013

Alano di Lilla, De Planctu Naturae (ebook), Roma 2013

Arthur Schnitzler, Der Schleier der Pierrette, Roma 2014

 

   Scheda a cura di Giovanni Dursi

Data pubblicazione 11 giugno 2015