Florideo A. Matricciano “VARIAZIONI IN SOL MAGGIORE”

 

   Venerdì 5 GIUGNO 2015 a Pescara nel Palazzo della Provincia [Sala Figlia di Iorio] Giancarlo Giuliani ha presentato il libro di Florideo A. Matricciano “VARIAZIONI IN SOL MAGGIORE” con letture di Domenico Galasso, attore e regista e la partecipazione dell’autore e dell’editore Marco Solfanelli.

Il denominatore comune delle sillogi che costituiscono la raccolta Variazioni in sol maggiore è rappresentato dal silenzio e dalla sua intrinseca, immateriale, corporeità, la cui cifra poetica soggettiva e peculiare va individuata dapprima nel ricercare, quindi, nel prendersi cura del proprio silenzio e, così facendo, di quello della natura, anche quando avvolga la finitudine sospesa dell’umano, quandanche, ad esempio, nell’altro, taccia e, tacendo, si manifesti. E non solo come possibilità di ascolto, ma di contatto con l’enigma da cui ogni vicissitudine è mossa, e di riflessione, sul mistero di sé e dei mondi che i tanti sé allevano e custodiscono. Lentamente. Avverbialmente. A iniziare dal risuonare morbido proprio di quella pausa che s’incastona nel volgere impercettibile dei tempi del respiro o nell’effimera alternanza del pulsare di un’emozione, al sapore delle visioni che s’impastano alla voce, prima e dopo, e la conducono. Sino al profumo vibrante e fugace delle parole, che con il silenzio dialoga e rifrange. [ISBN-978-88-7475-399-4] 

Notizie sull’autore  Florideo A. Matricciano

L’intuizione (l’archetipo, il sospetto, l’idea e, forsanche, il rovello) Florideo A. Matricciano prende corpo accarezzata dal respiro impermanente di una qualche zolla d’adamah e dal rado pollare di una scaturigine antica, fra carpini, rovi, tralci e oleastri, di quella terra ventosa e soleggiata dell’Abruzzo Citeriore, incastonata sugli acclivi che dalla valle del Pescara s’inerpicano fino alla Majella. Vede la luce un mattino della bella stagione del ’cinquantacinque, nel secolo scorso, caldo e sonnacchioso. E ancora gioca d’ombre e di luci alle superfici inesplorate dell’aria, dei linguaggi e del profondo. Quando non si occupa dei sistemi d’illuminazione di lampiridi, meteore e feuilles mortes, “porta l’acqua e spacca la legna” nella dirigenza scolastica statale di alcune scuole pubbliche del territorio abruzzese (dal millenovecentonovantuno, in provincia di Teramo e, in provincia di Pescara, dal millenovecentonovantacinque), avendone portato e spaccato, in precedenza, nell’insegnamento, nella formazione e nelle sperimentazioni didattiche e metodologiche. Nel millenovecentoottantadue e nel millenovecentoottantasei, per i tipi delle Edizioni dell’Urbe di Roma, pubblica dapprima la raccolta Poesie e, a seguire, la silloge Ambilogie a soggetto.

 

   Scheda a cura di Giovanni Dursi. 

Articolo pubblicato il 4 giugno 2015.