Riceviamo dal Dott. Massimo Pasqualone

e volentieri pubblichiamo

l'articolo che segue su Antonella De Santis. 

 

   L’arte di sabbia di Antonella De Santis tra storia e simbolo.

Sono in esposizione permanente, presso La Galleria della Bottega d’arte La Cornice di Taranto,  le opere di Antonella De Santis, artista nata a Matera e docente di lettere presso la Scuola Secondaria di Primo Grado.   

Antonella De Santis

La ricerca dell’artista attinge ai segni della storia, come per modellare il futuro, perché, per dirla con Georges Jean: “Alcuni segni hanno attraversato la storia. Come certe acque pietrificano ciò che trovano lungo il loro corso, il tempo li ha caricati di senso e mutati in simboli. Altri, sprofondati nell’oblio, sono tornati allo stato di segni convenzionali. Ma proprio nel tempo si legge la capacità di un segno di ancorarsi alla storia di un popolo, per iscriversi, come simbolo, nella memoria collettiva.”

Il passato è lì, ormai da millenni, ma occorre trasformarlo in opera d’arte, attraverso una particolare tecnica che la stessa artista definisce arte di sabbia, raccolta nei viaggi e poi utilizzata per creare queste particolari opere d’arte, sulla scia di un noto aforisma di William Blake:  “Vedere un mondo in un granello di sabbia è tenere l’infinito nel cavo della mano e l’eternità in un’ora.”

E forse l’eternità è proprio nei rosoni delle basiliche, con le straordinarie simbologie di questi ultimi, che Antonella De Santis, vista la sua formazione classica e storico-archeologica, conosce molto bene, ma sa che non tutti hanno avuto modo di ripercorrere questo simbolo della memoria collettiva, che può essere rintracciato in quell’universo spirituale che non contrappone le religioni occidentali a quelle orientali ma, sia attraverso il cristianesimo, sia attraverso il buddismo tibetano, ci conduce al “cerchio”, simbolo di perfezione e al “labirinto”, simbolo di ricerca interiore e di viaggio iniziatico.

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