Periscopio, per un punto di vista "altro".

 

      Con quella di oggi il nostro amico Francesco Paolo inizia una nuova serie di riflessioni, questa volta sulla musica. Nello specifico, parliamo di una pietra miliare della musica italiana e non solo: Mina Anna Mazzini. Per tutti semplicemente Mina.  Grazie Paolo.


(Francesco Paolo Di Falco, 31 luglio 2017).

 

   M U S I C A  D A  S E R A  31 luglio 2017

 

   Inauguro, col beneplacito del titolare, (e spero dei lettori) questo angolo periodico nel quale proverò a parlare di volta in volta di un pezzo di quella dimensione che mi ha accompagnato sempre e che costituisce il primo, vero, grande e ultimo amore della mia vita. La musica. Congiunture di vario genere, incrociatesi durante il trascorrere degli anni hanno fatto si, anzi hanno fatto “no” che io potessi dedicarmi allo studio e all’esercizio della musica. Ancora mi chiedo il perché di certe sciagurate omissioni, e le pago, pur non essendone del tutto responsabile. Provo a essere felice parlandone (e ascoltandola, e prefiggendomi di scegliere con cura) e chiamo questa rubrica-nella-rubrica “Musica da sera” in omaggio a un bellissimo programma musicale a tema andato in onda tra il Febbraio e l’Aprile del 1967. Sei serate, ognuna dedicata a un nome illustre della musica: Lelio Luttazzi, Giampiero Boneschi, Marcello De Martino, Gianni Ferrio, Mario Migliardi, Ennio Moricone. Dallo Studio uno (quello vero) di via Teulada, per la regia di Enzo Trapani... Condotto da Mascia Cantoni, qualcuno ricorderà. Sceglierò un disco, un’interprete, un profilo o una manifestazione. Sceglierò di parlare di “noi” quando per cambiare canale occorreva alzarsi dalla sedia. Ed erano litigate…

 

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