Oggi presentiamo "Periscopio" ... 

     per un punto di vista “altro”,

        la nuova Rubrica del nostro amico Francesco Paolo Di Falco.

 

      E’ con grande piacere che comunico che la famiglia di destinazionearte.it si arricchisce in questi giorni del contributo di un nuovo compagno di viaggio: l’amico Francesco Paolo Di Falco che curerà per noi, a cominciare da questo ancora nascente 2017, la nuova rubrica Periscopio.

   Periscopio perché, come suggerisce lo stesso Paolo, le sue osservazioni nascono nel “profondo”, sono frutto di osservazione e introspezione, esse sono, secondo me, distillati di anima e come tali le pubblicheremo volentieri sul nostro Sito.

     Adesso cedo la parola a Paolo per una breve presentazione di sé stesso e della sua rubrica; a breve poi pubblicheremo il suo primo contributo dal titolo B E R G M A N e lo smarrimento nella memoria.   “Il posto delle fragole”  1957


(Claudio Cecamore, 03 gennaio 2017).

 

      La gentile (e inaspettata) proposta di Claudio, di scrivere, partecipando a questa bella, pregevole “vetrina” mi è giunta fra i pacchi sotto l’albero, per rimanere in tema fiabesco. Amo scrivere, a monte della scrittura vi è però l’osservazione e non posso certo dire che amo “osservare”. Osservo, come tutti coloro che possono farlo, più o meno inconsapevolmente, ma qualcosa di più indefinibile si crea nel passo successivo. Pubblicando scritti di argomento vario su Facebook o leggendo, umilmente qualcosa tra le mie “novelle” (anche di recente) arrivano poi le considerazioni di un “pubblico” di cui a questo punto posso dire Claudio entra a far parte, che mi risponde con l’attenzione, il rumore sordo della poltrona ribaltabile nella quale si prende posto in sala dopo l’indecisione se il film è di nostro gradimento o no. Fiero dell’adesione ci provo: “Periscopio” si potrebbe chiamare l’eventuale rubrica. Periscopio per guardare da una situazione “scomoda” e sommersa ciò che la realtà dell’emersione tra i fatti e le immagini, riserva a chi sa ruotare il proprio occhio (e la propria attenzione) di 360°. Ci proveremo. Cinema, immagini, dipinti o costume “arti visive”, diremmo, con quel pizzico di pretenziosità e un lieve tremore (“quando faccio una cosa mi piace farla bene” recitava una pubblicità di mille anni fa…) e anche televisione, perché no? Quella che abbiamo amato e che ci ha amato. Valvola per valvola, annuncio per annuncio, segnale orario per segnale orario e ovviamente la Tv dei ragazzi, che una volta era veramente interessante. Forse perché c’erano ancora i ragazzi. “Smart” si direbbe oggi. Ma noi siamo “trasversali” e cogliamo quel che di genuino c’è in ogni epoca, avendo superato da tempo i vent’anni (…). Diciamo semplicemente “bella” allora. Tanto bella da parlarne ancora e da spingerci ancora a cambiare canale per vedere quel “bianco e nero” che si è stampato più del prodigioso “3d” nella memoria. E la memoria, si sa, opportunamente curata e confortata, è bellezza.

Grazie.

 

   Francesco Paolo di Falco

 

Contributo pubblicato il 3 gennaio 2017.